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Quando si parla di miele, in Calabria, si pensa alle api, ai dolci…ma anche a qualcosa in più!!
Perché è il caso di parlare del miele di Calabria?? In fin dei conti si tratta di un prodotto che ha radici antichissime, che si perde nella notte dei tempi: già i greci, infatti, lo consideravano “il cibo degli dei”, Pitagora lo raccomandava come elisir di lunga vita mentre Omero descriveva ampiamente la raccolta del miele selvatico. Nel periodo romano poi, se ne decantava l’importanza, visto che veniva anche importato in grandi quantitativi da Creta, da Cipro,dalla Spagna e da Malta.
In Calabria questo nettare risulta oltremodo importante visto che le api vi trovano un habitat incontaminato e di ricchissima vegetazione: una delle motivazioni per la quale questa regione vanta il primato di produzione italiana. Inoltre è stato opportunamente sperimentato in altre varianti così come proposto da siti di vendita on line di prodotti tipici della regione, elaborandolo con altre eccellenze di Calabria, sì da stimolarne usi che vanno oltre quello più noto della “pasticceria” in generale.
Va da se infatti che gli usi più scontati dei mieli nella regione sono quelli dolciari, e come merenda insieme al pane, dando così energia da vendere ai più piccoli. Il consumo di miele infatti era prevalentemente destinato alle ricorrenze, utilizzato per la preparazione di dolciumi tradizionali (pignolata, mostaccioli,ecc.).
Gradualmente se ne scoprirono gli usi medicinali e terapeutici (per curare ad esempio le affezioni bronchiali). Nella tradizione calabrese il miele era conosciuto come tale mentre la caratterizzazione dei mieli monoflora è subentrata in anni più recenti. Anticamente l'unica distinzione che veniva fatta era tra mieli "chiari" (agrumi, millefiori) e mieli "scuri" (castagno, melata, eucalipto). Le arnie, detti "bugni villici" erano ricavate da tronchi di alberi o "si fabbricavano con vimini di salice intrecciati" come è ripostato anche nel De re rustica di Columella. Dalla "pitta" (cioé il favo di miele) che si formava, si procedeva all'estrazione del miele che avveniva per torchiatura (torchi a mano).
Le tipologie di miele più comuni nella regione sono:
- il miele di agrumi: la denominazione generica di "agrumi" viene in genere preferita a quella specifica (arancio, limone, clementine) perché a livello analitico risulta impossibile discriminare la specie di provenienza, ovviamente mista. All'esame visivo questo miele cristallizza spontaneamente alcuni mesi dopo il raccolto. L'odore è di media intensità con caratteristiche note floreali che ricordano i fiori di zagara. con il tempo si sviluppa un odore meno floreale, più fruttato simile a quello della marmellata di arancio. Sapore dolce, odore fragrante e fresco, colore giallo paglierino tendente al bianco nello stato cristallizzato, ne rendono una unicità della regione;
- il miele di castagno: è il miele tipico delle aree collinari e montane calabresi. Si caratterizza per il suo colore scuro e sapore deciso e aromatico, che non incontra il gusto della maggior parte dei consumatori. Si può presentare liquido o cristallizzato, ha un sapore poco dolce, per non dire amaro, un odore pungente e tannico ed un colore essenzialmente scuro, tendente al marrone in cristallizzazione;
- il miele di eucalipto: la Calabria è una delle prime produttrici, tra le regioni italiane, di questo tipo di miele. Sapore dolce, odore aromatico, colore ambrato, a questo miele si attribuiscono proprietà terapeutiche particolari per la cura delle malattie da raffreddamento
- il miele di sulla; la Calabria, insieme ad Abruzzo, Molise e Sicilia), vanta una significativa produzione di miele unifloreale di sulla. La sulla (Hedysarium coronarium) è presente sia come foraggera che allo stato spontaneo sui terreni argillosi della zona. Le caratteristiche di questo miele, che cristallizza spontaneamente dopo alcuni mesi dal raccolto, sono apprezzate dai consumatori. Sapore dolce, odore originale e tipico, colore giallo paglierino.
- il miele millefiori: la produzione di questo tipo di miele avviene come si intuisce già dal nome, a partire dal nettare di fiori di piante quanto mai variabili, spontanee, coltivate e/o ornamentali. Le caratteristiche del prodotto sono perciò estremamente variabili a secondo delle diverse zone geografiche e del periodo di produzione in funzione delle specie vegetali in fioritura da cui le api raccolgono il polline. Ha un colore variabile, più o meno scuro a secondo delle zone, della stagione e dei fiori maggiormente presenti nel territorio. Lo stesso dicasi per il relativo odore e sapore.
- il miele di fichi (cotto di fichi): in Calabria questo prodotto è tipicamente ed impropriamente chiamato miele di fichi, ma non ha nulla a che fare con le api. Ma in cosa consiste? Il miele di fichi viene prodotto facendo bollire i fichi in un po' d'acqua, tirandoli fino ad ottenere una densità molto simile a quella del miele: per ottenere un vasetto di estratto di fichi di 220 grammi, serve più di un kg e mezzo di fichi. Ma cosa rende speciale questo estratto? Sicuramente il fatto che è fatto esclusivamente con fichi dottati (uno dei più apprezzati in assoluto), aggiungendo un po' d'acqua durante la cottura. Nella tradizione gastronomica regionale, il miele di fichi viene usato in pasticceria, ad esempio nella produzione dei mostaccioli, cartellate, mandorlate, torrone, è ottimo su gelati e macedonie. Ma in realtà, questo estratto di fichi sta riscuotendo ultimamente enorme successo come ideale accompagnamento di formaggi freschi e carni, immancabile sui lampascioni fritti, come coadiuvante nel latte, è ottimo a colazione con tuorli d’uovo e zucchero montati. In passato veniva utilizzato come sedativo della tosse. Ancora, si presta come ingrediente per moltissimi usi, ma suggeriamo di provarlo assolutamente su un filetto di manzo: un filo di estratto, a mo' di aceto balsamico, dona al filetto un gusto assolutamente inimitabile. Oppure sulla panna cotta. Una curiosità: tra gli antichi contadini calabresi, con le prime nevicate, vi era l’abitudine di preparare granite (chiamate scirubetta) con neve fresca e con il cotto di fichi.
- il miele piccante: una delle chicche evolutive della cucina calabrese, trattandosi di miele millefiori aromatizzato al peperoncino piccante. L’uso gastronomico lo consiglia abbinato a formaggi di grande spessore, preferibilmente a pasta asciutta accompagnandovi un vino di notevole struttura che possa reggere il confronto, per la preparazione di esclusivi pre-pasto..
- lo sciroppo propoli e miele: ecco dove si uniscono la delicatezza del miele e le proprietà terapeutiche della propoli a salvaguardia delle vie respiratorie, essendo un antibiotico naturale protettivo dai molti microrganismi che si possono incontrare durante le stagioni fredde; inoltre ha un'azione lenitiva sulle mucose: insomma un valido e naturale aiuto per tutto l'inverno; ottimo anche per chi vive in ambienti pieni di fumo.
Dunque, valide ed allettanti alternative per utilizzare il miele calabrese, in cucina….. ed oltre!!
Applicare il prezzo piu basso alla camera del Hotel a Jesolo non basta.
Ci sarà ripresa nel 2010? Difficile avere una risposta. Nessuno tra futurologi, economisti e politici è in grado di rispondere. E’ però utile rivedere quali siano i passi falsi da non ripetere. Abbiamo perciò chiesto al gestore di un piccolo ma ben avviato Hotel Jesolo Villa Roberta un Bad & Breakfast in provincia di Venezia, quale dovrebbe essere il giusto atteggiamento per affrontare un futuro che si presenta ingestibile. Walter Luvisotto, 46 anni, un diploma di maturità scientifica, gestisce il Bad & Breakfast Hotel Villa Roberta a Jesolo dal 2003. Sig. Luvisotto, un mito comune che il prezzo più basso vinca sempre…Vero….
In realtà il cliente non vuole il prezzo più basso: vuole un più alto valore. Immagini che un cliente si trovi di fronte al prezzo di una tazza di caffè di € 2,50. Oppure di fronte ad un prezzo di una camera d’Hotel di € 140,00 (quando lo standard previsto per quella determinata categoria è € 80-100). Un meccanismo "odioso" che denota scarsa comprensione dei meccanismi che regolano le modalità di applicazione del prezzo. Che decisioni dovrebbe prendere un management alberghiero per vincere la "gara" che fissa il miglior prezzo? Fra tutte le decisioni che un manager alberghiero deve prendere nella fase di start-up di un’attività alberghiera, quella relativa al "fissare" il prezzo causa spesso una considerevole ansietà.
A prima vista "applicare un prezzo" non rappresenta solo un gioco di numeri. Elaborare un conto totale lordo che permetta di raccogliere un ragionevole guadagno dopo aver coperto i costi dell’attività, può essere un metodo abbastanza semplice da seguire."Fissare" un prezzo è più un arte che scienza, calcolo matematico. La psicologia dell’ospite è un fattore importante. Alla fine "fissare" il prezzo significa ragionare su tutto ciò che l’ospite desidera pagare per la camera ed i servizi ad essa inclusi.
Nella maggior parte dei casi, il "giusto prezzo" è una questione che riguarda la percezione dello stesso da parte del cliente. E i suoi colleghi albergatori di Jesolo cosa pensano? La risposta che ho ricevuto più frequentemente è stata, parafrasando una delle tante: "Gli operatori a Jesolo devono coprire i costi e, allo stesso tempo, fare profitto. In altro modo, la gestione di un’attività alberghiera non varrebbe né il rischio, né l’investimento e neppure l’angoscia mentale derivante dalla sua gestione". A me sembra più un grido del tipo: "Ho bisogno di coprire i costi !"….Come ho già detto, è il cliente e non la gestione dell’albergo che determina per ultimo il prezzo.
Al cliente non interessa nulla dei costi del Hotel, e quali sono i margini di cui la gestione del Hotel ha bisogno per stare sul mercato. In genere, posso essere d’accordo sul problema costi. Bisogna aggiungere però che i prezzi debbono essere competitivi e ragionevoli. Se i clienti non reputano di ottenere un sufficiente valore per il loro denaro, senza badare al prezzo ,è probabile che non ritornino. Come ho già ribadito, non è possibile "fissare il prezzo" in relazione al costo.
Alcuni costi indiretti non possono essere assegnati a specifiche voci di bilancio ma spesso coinvolgono aspetti dell’impresa alberghiera che i clienti percepiscono come "valore aggiunto", e vengono a pesate nella loro decisione di scegliere un albergo piuttosto di un altro simile.
Come "decide" quando il prezzo è "giusto"? Nel cercare di sviluppare una strategia, ho dovuto ricordare che esiste una relazione implicita tra prezzo e valore. Il cliente si aspetta di pagare di più se gli viene offerto, però, un prodotto da colazione migliori rispetto a quello standard. Così per una camera di lusso rispetto ad una economica. Come si vede, l valore è argomento di opinione, non certamente un fatto.
Se vuole un argomento più semplice, nel mercato ci sono quelli che preferiscono guidare una Mercedes rispetto ad un Audi. Altri preferiscono il contrario. Una sorta di "tirannia" dell’opinione, quindi……Dato che c’è, appunto, una relazione tra prezzo e valore (e che il valore è un argomento di opinione), ho cominciato a fissare il prezzo delle mie camere e dei servizi annessi, prendendo in considerazione tre fattori: il margine di guadagno possibile, i miei costi e, il prezzo che in termini di mercato poteva essere tollerato dai clienti.
E i suoi ospiti come hanno reagito? Vede, gli ospiti del mio Hotel a Jesolo Lido Villa Roberta sono sempre stati un caso speciale: ho sempre percepito che essi davano all’autenticità un alto valore. Non solo. Ma anche che attribuivano un alta attenzione per la cortesia e l’onestà. Tolleravano gli eventuali errori o dimenticanze . Non tendevano a essere complicati, volendo pagare unicamente per una buona qualità.
In questo modo ho sviluppato le mie migliori azioni nei confronti dei clienti. Per concludere, qual sono le quattro migliori azioni? 1) Trasparenza: nessun prezzo fittizio; alcuni prezzi speciali sono solo e chiaramente collegati ad una proposta commerciale. Il prezzo regolare della camera d’albergo e dei servizi annessi debbono essere equi; 2) Chiarezza: accurata, nessuna descrizione esagerata dei servizi; 3)Semplicità: prezzi espressi in Euro a cifra intera. Da dimenticare l’espediente dei "95 cents"; 4) Fiducia: Semplici contraccambi e scambi tra cliente e gestore.
Una vacanza, presso Hotel Jesolo Villa Roberta, per godere delle proprie ferie estive in un confortevole Hotel a 2 stelle a Jesolo ad un costo alla portata di tutti.
Pesaro, capitale del cibo buono e sano
La tradizione culinaria pesarese e marchigiana in generale è tra le più apprezzate d’Italia, e vanta numerosi prodotti di qualità, piatti tipici e vini pregiati.
Molti sono i turisti che decidono di recarsi nella città di Pesaro e nelle zone limitrofe anche per fare un interessante e gustoso tour eno-gastronomico, che soddisfa anche i palati più fini con prodotti pregiati quali il tartufo, che ha reso celebre nel mondo la vicina cittadina di Acqualagna, e vini di qualità, sia rossi che bianchi (come il Colli pesaresi rosso, che contiene un’alta percentuale di San Giovese), da accompagnare sia a piatti di carne che di pesce. Se infatti da un lato la cucina di Pesaro è influenzata dalla tradizione romagnola (molti suoi piatti si possono gustare anche in Romagna, in un albergo Milano Marittima per esempio), e quindi annovera fra le sue specialità cappelletti e passatelli in brodo e ricchi secondi di carne quali il coniglio in porchetta pasticciata, dall’altra non bisogna dimenticare che Pesaro è una città di mare, e come tale si è specializzata nei piatti a base di pesce. Largo dunque al “brodetto”, una gustosa zuppa di pesce, e alle “rustide”, ossia le grigliate di pesce misto.
A rendere famosa la cucina pesarese ha contribuito anche Gioachino Rossini, che nella città marchigiana nacque e che, da fine buongustaio, amava i piatti tipici e più pregiati della sua terra. Molti sono i ristoranti che ancora oggi propongono ai turisti piatti ispirati ai gusti dell’artista, che prediligeva, fra tutti i prodotti, il tartufo.
Vista la ricchezza dell’offerta gastronomica pesarese non c’è da stupirsi se la città ospita ogni anno innumerevoli eventi gastronomici e fiere del settore, che attirano sempre moltissimi visitatori. Si va dalle mostre mercato dedicate perlopiù agli addetti ai lavori, ai ristoratori e ai produttori, come la fiera Tuttisapori Expo e il Marche Food Festival, agli eventi rivolti più specificatamente ai consumatori, come i famosi weekend gastronomici che coinvolgono vari locali della città. Se volete trascorrere una vacanza indimenticabile, non serve andare tanto lontano e cercare offerte Eurodisney o in altri luoghi all’estero: scegliete l’Italia e Pesaro!
A cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – analisi vendite
Vacanze di Pasqua: il Salento si prenota online
Vi ricordate il famoso spot del "turista fai da te" ? Sembra proprio che, per i viaggi di breve permanenza, la tendenza a prenotare in autonomia sia diventata la moda del momento. Pasqua si avvicina e i motori di ricerca sono intasati dalle solite parole chiave che richiamano viaggi low cost, week end in argiturismo, Pasquetta al mare e via discorrendo. I dati della destinazione Salento, secondo quanto pubblicato nel bilancio 2009 dell'Apt di Lecce, hanno visto numeri da record: 4 milioni di presenze all'interno delle strutture ricettive di tutto il territorio nel periodo gennaio – dicembre 2009, che vedono nelle prime posizioni i comuni di Otranto, Lecce, Gallipoli, Porto Cesareo e Leuca. Un importantissimo aspetto è quello della destagionalizzazione: Capodanno del 2009, per esempio, ha subìto un incremento dal 2 al 6 per cento rispetto all'anno precedente. Nel Salento, in effetti, è possibile ancora vivere un mare 5 vele e godere dei paesaggi del Mediterraneo senza le contaminazioni di massa. Numerosi i portali turistici che propongono pacchetti week end e, soprattutto per questa Pasqua, vi sono interessanti proposte per chi vuole trascorrere le giornate al mare, godere del clima soleggiato del sud Italia o soggiornare in resort immersi nel verde o luoghi intrisi di memoria secolare. Per assisurarsi la posizione migliore e godere delle offerte di Pasqua nel Salento, si registrano già da questo fine febbraio 2010, importanti dati sulle prenotazioni online fornite dal portale pugliaonline.com, che danno certamente al turista l'idea (corretta) del risparmio e della personalizzazione della vacanza. In effetti prenotare da sè, soprattutto quando non si tratta di andare all'estero, è sicuramente un modo alternativo e utile anche per fare i giusti confronti di prezzo e rimanere comodamente seduti davanti al proprio pc, occhio ovviamente ad affidarsi a siti sicuri che riportano indirizzi email, numeri di telefono e concreti modi per prendere contatti con personale qualificato.
Pasqua 2010 a Foligno in Umbria
La verde Umbria: così è definita questa piccola regione del centro Italia, polmone della nostra penisola fatto di vegetazione fitta e lussureggiante. È proprio l’ambiente incontaminato ad attirare migliaia di turisti italiani e stranieri nelle terra umbra, in ogni periodo dell’anno. La peculiarità della bella regione è infatti quella di racchiudere al suo interno paesaggi e habitat assai diversi l’uno dall’altro, che spaziano dalle alte e massicce catene montuose appenniniche alle colline verdeggianti, dalle pianure coltivate ai grandi laghi, dai fiumi che attraversano le valli ai piccoli torrenti stagionali. Questo territorio è dunque l’ideale per le escursioni, siano esse a piedi, in mountain bike o a cavallo: i panorami che si offrono agli occhi del visitatore sono davvero unici. Abbelliscono i suggestivi scorci paesaggistici le antiche costruzioni che ancora sopravvivono senza aver perso il loro secolare fascino: non è difficile imbattersi in castelli medievali costruiti su rupi inospitali, mura di fortificazione, torri e vecchi borghi dalle viuzze strette in cui il tempo sembra essersi fermato. Anche le città più grandi e moderne sono nate senza rubare spazio alla natura, al contrario esse sono perfettamente integrate nel territorio e le loro dimensioni, mai esagerate, fanno sì che risultino ancora a misura d’uomo, perfettamente vivibili. Da non dimenticare, infine, la grande tradizione enogastronomica umbra: sono numerose le vie dei sapori, volte a promuovere i prodotti tipici locali quali oli, vini, formaggi ed insaccati, molti dei quali certificati. Le località umbre che meritano una visita sono moltissime: Perugia, Assisi, Spoleto, Terni, Foligno..Quest’ultima è una cittadina dalla storia antica, che coniuga storia, arte, architettura e natura; situata alla confluenza dei fiumi Menotre e Topino, al centro della Valle Umbra, vanta molti monumenti di interesse storico, tra cui il Palazzo Comunale, il Palazzo Trinci e la Cattedrale di San Feliciano. Nel cuore della città inoltre si apre il Parco dei Canapè, ideale per una passeggiata tra i vialetti e le stradine circondate da una fitta vegetazione di pini. Per godere a pieno di questa località si consiglia di provare un B&B Foligno; questa particolare sistemazione è nata nei secoli scorsi in ambiente inglese ed irlandese e si è col tempo sviluppata e consolidata anche nel resto d’Europa. La formula del bed and breakfast prevede il pernottamento e la prima colazione all’interno di un’abitazione messa a disposizione da privati che hanno delle stanze libere a disposizione. Il vantaggio principale sta innanzitutto nel costo, molto più basso rispetto a quello dei tradizionali hotel o a quello degli agriturismi; il bed and breakfast inoltre garantisce maggiore tranquillità e contatto umano, sia con gli altri turisti ospitati all’interno della struttura, sia con i proprietari dell’abitazione, che spesso condividono con gli ospiti anche il soggiorno. Si tratta quindi ottimo modo per conoscere in maniera approfondita nuova gente e tessere relazioni destinate a protrarsi nel tempo; i gestori inoltre saranno ben lieti di consigliare i loro ospiti su cosa visitare in città, sulle manifestazioni e gli eventi più importanti e sui ristoranti migliori in cui assaporare la cucina locale.







































