“A friend is not a means you utilize to get somewhere”…sono poche le persone che, leggendo e soprattutto sentendo questo verso non cominciano a fischiettare o canticchiare, riconoscendo uno dei brani più popolari di qualche anno fa. Era il 2004 e la canzone era “Misread”, forse il pezzo più conosciuto dei Kings of Convenience, flemmatico duo norvegese balzato agli onori della cronaca musicale proprio grazie a questa canzone dalla melodia delicata.
Dopo 5 anni dalla pubblicazione di “Riot on an Empty Street”, album che ha fatto conoscere i Kings of Convenience al grande pubblico, il duo originario di Bergen pubblica finalmente “Declaration of Dependence”, smentendo coloro che, visto il lustro di apparente inattività, li aveva già dati per finiti. E invece Erlend e Eirik, dopo aver dedicato un po’ di tempo ai rispettivi progetti paralleli (Erlend si è trasferito a Berlino nel 2004 e ha fondato la band The Whitest Boy Alive, mentre Eirik ha dato vita ai Kommode), tornano non solo col suddetto album, preceduto dal singolo “Mrs Cold”, ma anche con una tournée che li porterà anche in Italia, per due spettacoli imperdibili: i “re della convenienza” saranno nella capitale il 28 ottobre e a Milano il 29, per cui se vi trovate da quelle parti farete bene a mettere il naso fuori dal vostro Bed & Breakfast di Roma o Milano e godervi il duo norvegese dal vivo, che con i suoi suoni docili e le sue canzoni sussurrate riesce sempre a creare un’atmosfera impareggiabile ovunque suoni.
Apparentemente può sembrare strano che un gruppo norvegese riesca a stare al passo coi colleghi anglofoni, e soprattutto si può far fatica a pensare che una canzone dalle atmosfere dolci e quasi melanconiche (e qui si ritorna a “Misread”) sfornata da due ragazzi efebici provenienti dal freddo nord sia riuscita a diventare una delle hit, quasi un tormentone, dell’estate (anche se del tormentone la canzone in questione ha gran poco), insieme a pezzi allegrotti e danzerecci. Non dobbiamo però dimenticare che, sebbene i paesi anglofoni, Inghilterra in particolare, detengano il potere quando si parla di musica, la Norvegia negli anni ha saputo dare i natali a vari gruppi famosi appartenenti ai generi più diversi, che si sono imposti nel panorama internazionale, dalle band Black Metal, genere che ha trovato nei paesi scandinavi la propria patria, ai celeberrimi Motorpsycho, senza dimenticare l’elettronica chillout dei Röyksopp.
Tra i portabandiera della musica norvegese nel mondo ci sono ormai anche i Kings of Convenience, che in poco più di 10 anni hanno saputo attirare l’attenzione di critica e pubblico, pubblico che sicuramente li seguirà anche nel loro tour, magari organizzando un viaggio a Roma per gustarsi la loro musica in una delle città più suggestive del mondo. Oltre ai pezzi del nuovo album, i Kings of Convenience proporranno con tutta probabilità anche le canzoni dei dischi precedenti, dal già citato “Riot on an Empty Street” al precedente “Quiet is the New Loud”, pubblicato nel 2001 e considerato come uno degli album più rappresentativi del “new acoustic movement”. Se amate questo gruppo non lasciatevi sfuggire l’occasione di prenotare hotel 5 stelle a Roma e godervi uno spettacolo magico.
Biglietti: vari prezzi
Date: 28 Ottobre 2009
Location: Palalottomatica, Rome, Italy
A cura di Fb-engine.com – prenotazione diretta
Negli anni Novanta Tori Amos era una delle cantautrici rock più amate dal pubblico e dalla critica. Capaci di vendere milioni di copie in tutto il mondo, i suoi album hanno segnato un’epoca e hanno fatto entrare Tori Amos nella storia del rock.
Il successo di Tori Amos, della sua musica, della sua voce capace di sussurri e acuti strazianti allo stesso tempo, del suo personalissimo modo di suonare il piano, sembrerebbe essersi affievolito rispetto al decennio scorso, ma questo non significa che la dea del rock, come ama definirla lo zoccolo d’uro dei suoi fan, si sia fermata, o che la sua originalissima vena artistica si sia esaurita: non a caso la cantautrice e pianista statunitense ha da poco dato alle stampe il suo nuovo album, Abnormally Attracted to Sin. L’artista presenterà dal vivo la sua ultima fatica ai fan italiani il 30 settembre nella capitale e il primo ottobre a Milano, e i Bed & Breakfast di Roma saranno di sicuro presi d’assalto dai suoi tanti ammiratori. Abnormally Attracted to Sin è il decimo disco in una carriera quasi ventennale: il primo album, Little Earthquakes, risale infatti al 1992. Già con il disco di esordio Tori seppe imporsi all’attenzione della critica e del pubblico, che la premiò con 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il piano, che l’artista suona fin da bambina, è uno degli elementi dominanti del disco, e diventa da subito protagonista anche durante le esibizioni live dell’artista, che lo suona con un trasporto unico.
Forte del successo dell’album di esordio, Tori pubblica nel 1994 il suo secondo lavoro, quello che ad oggi è ancora considerato come il suo capolavoro: Under the Pink, grazie anche ad un pezzo-capolavoro, strano, originale e coinvolgente come Cornflake Girl, arriva a vendere ben 8 milioni di copie in tutto il mondo, e fa della Amos una delle più importanti profetesse del rock degli anni Novanta. Anche gli album successivi pubblicati dalla cantautrice statunitense, da Boys for Pele a From the Choirgirl Hotel, rispettivamente del 1996 e del 1998, ottengono un discreto successo, e testimoniamo il desiderio di Tori di continuare a sperimentare con la musica e con la sua inconfondibile voce. Sperimentazione che continua anche in To Venus and back, album che ottiene meno successo, in termini di vendite, dei precedenti e con cui la Amos chiude il suo decennio d’oro.
Tori comincia il nuovo millennio con la pubblicazione, nel 2001, di Strange Little Girls, ambizioso album di cover di brani di artisti celebri che non ottiene il successo sperato, e che segna la fine della collaborazione con la Atlantic. Seguono Scarlet’s Walk nel 2002, The Beekeeper, tre anni più tardi, e American Doll Posse nel 2007. Nelle canzoni dell’ultimo album, Abnormally Attracted to Sin, che tutti i fan dell’artista avranno modo di ascoltare dal vivo prenotando hotel economici a Roma e assistendo al concerto del 30 settembre, si nota il desiderio di esplorare nuove tematiche, mentre la voce della dea del rock continua a mantenere inalterato il suo fascino. Il concerto di Roma, i cui biglietti stanno andando a ruba (prenotate subito il vostro biglietto e organizzate un viaggio a Roma) è solo una tappa del lungo tour che porterà la Amos ad esibirsi in America, in Europa e in Australia, a testimonianza del fatto che, anche a distanza di quasi vent’anni dall’esordio e dopo qualche album non proprio di successo, la Amos continua ad essere una stella di prima grandezza nel firmamento del rock.
Biglietti: vari prezzi
Data: 30 settembre 2009
Dove: Auditorium Parco della Musica, Roma, Italia
A cura di Fb-engine.com – book hotel online
Se siete degli appassionati di flamenco, o semplicemente volete scoprire qualcosa in più su questa forma d’arte tradizionale spagnola, non perdetevi ¡Flamenco!, a Roma dal 10 al 20 settembre.
La terza edizione di ¡Flamenco!, un apprezzato festival che la città eterna dedica ad una delle forme artistiche tradizionali spagnole più famose al mondo, sarà l’occasione giusta per coloro che facendo un viaggio a Roma potranno compiere un viaggio anche in un’altra terra e in un’altra cultura. Durante i dieci giorni in cui si svolgerà il festival l’Auditorium Parco della Musica e altri luoghi della città si animeranno con le esibizioni di alcuni dei più importanti artisti di flamenco, facendo della capitale una sorta di oasi spagnoleggiante.
Grazie al festival il flamenco, patrimonio dell’Andalusia e della Spagna in generale esportato ormai in tutto il mondo, diventerà protagonista anche in Italia, permettendo a tutti i turisti che alloggiano negli hotel a Roma di vedere con i propri occhi e ascoltare con le proprie orecchie la bellezza di questa musica e di questo tipo di danza. Anche se sono in molti ad identificare il flamenco unicamente con la danza, non bisogna infatti dimenticare che esso si divide invece in tre categorie principali: el cante (il canto tradizionale), el toque (la tipica musica suonata con la chitarra e accompagnata dal battito di mani e piedi a scandire il ritmo), e el baile (la danza). Sia el cante che el toque che el baile saranno protagonisti del festival di Roma, che si pone l’obiettivo di presentare il flamenco in tutte le sue forme, nel modo più esauriente possibile, e avvalendosi delle esibizioni di artisti di primo livello.
Il festival verrà aperto dal cante, con la performance di Esperanza Fernández, una delle cantanti di flamenco più importanti, apprezzata per la sua profonda conoscenza del flamenco tradizionale ma anche per la sua abilità nel cimentarsi in diversi generi musicali, che sul palco di Roma si esibirà in strepitose interpretazioni di classici del flamenco. Da non perdere inoltre l’esibizione di Diego el Cigala, che il 12 settembre presenterà al pubblico di Roma il suo ultimo progetto discografico, seguito del disco “Lagrimas Negras” che nel 2004 ottenne uno strepitoso successo. El toque sarà invece rappresentato, tra l’altro, dal sassofonista Perico Sambeat, che con il suo ensemble proporrà un inedito mix di flamenco e jazz.
Se invece siete degli appassionati di danza dovete assolutamente prenotare il vostro campeggio Roma per il 12 settembre e assistere allo spettacolo “De entre la luna y los hombres” di Fuensanta La Moneta, artista che nonostante la giovane età si è già esibita in vari festival e teatri in tutto il mondo. L’artista sarà anche al servizio di tutti coloro che vorranno cimentarsi nel ballo flamenco: come nelle passate edizioni, anche quest’anno il programma del festival si arricchisce infatti di alcune lezioni tenute proprio da Fuensanta La Moneta e da Isabel Bayón, ballerina originaria di Siviglia considerata come una delle maggiori interpreti dell’arte gitana. Entrambe le ballerine terranno due lezioni, una per i principianti e una di livello avanzato, per permettere a tutti gli appassionati di flamenco e di danza di avere un’esperienza diretta di questa affascinante forma d’arte.
Biglietti: prezzi vari
Date: 10 – 20 Settembre 2009
Dove: Roma, Italia
A cura di Fb-engine.com – prenotazione hotel online

Summertime, festival di musica jazz che si svolge ogni anno a Roma, è uno degli eventi di punta organizzati presso la Casa del Jazz.
La Casa del Jazz di Roma, inaugurata solo pochi anni fa presso Villa Osio, proprietà confiscata al boss della banda della Magliana Enrico Nicoletti, è diventata in poco tempo un punto di riferimento per i jazzisti e gli amanti di questo genere musicale. La Casa del Jazz, situata in un bellissimo parco, include infatti vari spazi mirati ad approfondire e divulgare la conoscenza della musica jazz e ad ospitare concerti e registrazioni. Nei tre edifici di cui è composta si trovano infatti uno studio professionale di registrazione, una biblioteca in cui vengono custoditi riviste e libri di settore italiani e stranieri e materiale audio-video, un archivio audiovisivo che comprende le registrazioni dei concerti tenutisi presso la Casa del Jazz, e infine un auditorium in grado di ospitare fino a 150 persone, dove si tengono spesso concerti dal vivo, ma anche rassegne cinematografiche, lezioni di storia del jazz, guide all’ascolto per coloro che non hanno una conoscenza specifica di questo genere musicale, conferenze stampa, presentazioni di libri e dischi e attività didattiche. Un vero paradiso per tutti gli amanti del jazz, che non a caso organizzano fantastiche vacanze a Roma per immergersi nella loro musica preferita.
L’estate è sicuramente il periodo migliore per recarsi alla Casa del Jazz: da qualche anno infatti il bellissimo parco di Villa Osio ospita Summertime, un importante festival di musica jazz che vede la partecipazione dei migliori jazzisti italiani e stranieri. Tutto il mese di luglio sarà all’insegna della musica jazz, grazie ad una serie di concerti che ha già convinto molti appassionati a prenotare ostelli a Roma. Si comincia il primo luglio con “The Unknown Rebel Band”, gruppo capitanato dal pianista Giovanni Guidi che racconta con la musica storie di libertà, ribellione e giustizia, e si prosegue con i “Giovani leoni europei”, rassegna realizzata in collaborazione con alcune istituzioni europee che vedrà alternarsi sul palco giovani musicisti italiani, svedesi, olandesi e tedeschi. Uno degli obiettivi del festival, e della Casa del Jazz in generale, è infatti quello di promuovere i giovani musicisti di talento, oltre che di ospitare miti del jazz. E vere e proprie icone del jazz non mancheranno a Summertime: ad allietare il pubblico di Villa Osio ci saranno infatti artisti del calibro di Baptiste Trotignon, talentuoso pianista che si esibirà con un quintetto composto dai più interessanti musicisti della scena newyorkese, l’italiano Enrico Pieranunzi, il trombettista statunitense Dave Douglas, che si esibirà con la Brass Ecstasy, omaggio a Lester Bowie e alla sua Brass Fantasy, e molti altri.
Da segnalare inoltre l’esibizione di Leon Pantarei, percussionista calabrese che con il progetto Omparty è artefice di una musica originale e di forte impatto, il concerto del trio capitanato dal pianista Marc Cary, che propone un jazz acustico che mischia diverse tradizioni musicali (afro- americana, indiana, dell’Africa occidentale e dei nativi americani), e la performance dell’Ensemble Sinenomine, che si caratterizza per una particolare ricerca sulla musica popolare, sul suono e sulla vocalità.
Non perdetevi questo evento: prenotate subito un hotel a Roma.
Date: 1 – 31 Luglio 2009
Dove: Casa del Jazz, Roma, Italia
Articolo a cura di Trenet Srl – web design company

L’estate a Roma è sempre particolarmente invitante, grazie ai vari eventi culturali, musicali e di altro genere che la città regolarmente ospita per la felicità non solo dei tanti turisti che, particolarmente in estate, scelgono la città eterna come meta turistica, ma anche dei cittadini romani che in estate rimangono in città, e che trovano nell’ampia scelta di eventi, adatti a tutti i gusti e a tutte le età, una interessante e piacevole valvola di sfogo dopo una giornata passata al lavoro o nel caos del traffico cittadino.
Tra i tanti eventi musicali e culturali che rendono un soggiorno a Roma in estate ancora più accattivante non si può non citare “Luglio suona bene”, rassegna organizzata dalla Fondazione Musica per Roma e giunta ormai alla sua settima edizione. Il festival, che viene tradizionalmente ospitato all’Auditorium Parco della Musica, si svolgerà tra la fine di giugno e la fine di luglio, attirando nella città eterna un gran numero di artisti di diversa provenienza geografica e genere musicale. Una delle caratteristiche principali del festival, che riesce ad attirare sempre moltissimi appassionati di musica nei campeggi economici di Roma, è infatti quella di dare spazio alle proposte musicali più disparate, purché di grande qualità, provenienti da ogni parte del pianeta, in modo da fornire un’offerta variegata e soddisfare proprio tutti. Ed ecco che allora, accanto a star nostrane, come Francesco De Gregori e Fiorella Mannoia, a popstar internazionali, come Michael Bolton e Anastacia, e a gruppi “di nicchia” come i Mogwai, solo per fare pochi esempi, all’auditorium di Roma ci sarà spazio anche per i terribili vecchietti dell’orchestra Buena Vista Social Club.
L’Orchestra Buena Vista Social Club, balzata agli onori della cronaca poco più che un decennio fa, nonostante i suoi membri non siano proprio dei musicisti giovincelli e poco esperti, creò un vero e proprio caso discografico prima, cinematografico poi, alla fine degli anni Novanta. In un decennio musicalmente dominato dalla musica inglese e da ammiccanti boyband, il disco e l’omonimo documentario (diretto dal grande regista tedesco Wim Wenders) Buena Vista Social Club ottennero un successo impensabile, che andò oltre le più rosee aspettative, facendo dell’orchestra uno dei gruppi cubani più famosi al mondo.
Buena Vista Social Club era il nome di uno storico locale cubano attivo a L’Avana negli anni Quaranta, un luogo di ritrovo per gente di colore (all’epoca i club erano divisi per etnia) dove si ballava e si suonava. Chiusi i battenti del club alla fine degli anni Cinquanta, dopo 40 anni un gruppo di importanti musicisti cubani diede vita all’Afro-Cuban All Stars, pubblicando l’album Buena Vista Social Club (era il 1996) e contribuendo a diffondere la passione per la musica cubana in tutto il mondo. L’orchestra cominciò quindi ad esibirsi in varie location: un concerto tenuto ad Amsterdam nel 1999 e un altro alla Carnegie Hall di New York diventarono materia documentaristica per Wim Wenders, e costituirono solo l’inizio di un’attività live che continua ancora oggi a portare l’orchestra in tutto il mondo, nonostante la morte di qualche membro della formazione originaria. Il concerto di Roma rappresenta un’occasione unica per immergersi nella musica e nell’atmosfera cubana: prenota subito alberghi scontati a Roma.
Biglietti: 25 – 35 euro
Data: 11 Luglio 2009
Dove: Auditorium Parco della Musica, Roma, Italia
Articolo a cura di Trenet Srl – intranet web site